domenica, 12 Aprile 2026

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Mar Mediterraneo: le mete più ambite dai viaggiatori

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Il Mar Mediterraneo – si sa – è uno dei mari più belli e, per questo, più frequentati da milioni di turisti. Ed è proprio sul Mediterraneo che possiamo osservare e conoscere magici luoghi e fantastiche riserve naturali.

Trivago.it, motore di ricerca turistica, ha effettuato un sondaggio per capire quali fossero le mete del Mediterraneo favorite dai viaggiatori. Le località selezionate sono state premiate per il confort delle loro strutture.

La vincitrice di questa indagine è Imerovigli, uno dei villaggi più famosi sull’isola di Santorini. Imerovigli è stata premiata con l’87.39 di voti su 100. Anche la seconda meta preferita dai visitatori appartiene alla Grecia e sempre a Santorini. Si tratta di Oia, il villaggio greco è stato premiato con una media di 86.72, non molto di più della vicina Imerovigli.

Al terzo posto troviamo invece Belek, città della Turchia, situata appena 30 km ad est di Antalya. I voti ricevuti dalla città turca sono 86.15: non ha niente da invidiare alla prime due località greche.

Quarto e quinto posto ce li meritiamo noi italiani grazie ad Amalfi e Sorrento. Le due meraviglie campane hanno avuto, rispettivamente, 84.40 e 84.37 punti.

Ma la Grecia non demorde e si aggiudica anche sesto, ottavo e decimo posto. Fira, nell’isola di Santorini, ottiene 84.33 voti, seguita poi dall’isola di Mykonos con 83.84 e Rethymno, che si trova nell’isola di Creta, con 83.50.

Settima e nona posizione, invece, per Cascais, distretto di Lisbona, e Dubrovnik, città della Croazia meridionale. I voti attribuiti sono stati 84.01 per la prima e 83.53 per la seconda.

Ma l’Italia non si fa intimorire, nemmeno dalla votatissime Grecia. La nostra penisola è entrata nella classifica internazionale, che considera luoghi con minimo 60 hotel e almeno 5000 recensioni, con altre 19 città. Alcune si esse sono Lipari, che si aggiudica l’undicesima posizione e Taormina la quindicesima. Seguono Otranto al diciassettesimo posto e San Vito Lo Capo al ventunesimo. Sono state premiate anche altri luoghi paradisiaci come Gallipoli e le isole venete Bibione e Caorle.

Addio al nubilato vs addio al celibato, idee originali per lei e per lui

Il giorno più bello è alle porte e festeggiare è un dovere morale. Si dirà addio alle abitudini solitarie, si inizierà a ragionare in un’ottica di coppia e nonostante ci si riprometta di non farlo accadere, la vita cambierà radicalmente.

Per tutto questo il giorno più bello deve essere preceduto dal giorno più divertente. A discrezione dei testimoni, che dovranno organizzare una sorpresa per lo sposo e per la sposa, la festa di addio al nubilato e celibato, resta una tradizione indispensabile.

E se il party tradizionale prevedeva spogliarelli, addominali e sventole seminude, oggi la tradizione sembra essersi trasformata, e la creatività sforna idee sorprendenti per lei e per lui. Scopriamone insieme qualcuna.

Addio al nubilato

La mente delle donne in gruppo è spaventosamente diabolica e sicuramente più raffinata ed esigente di quella degli uomini. Se a loro basta una brasiliana ancheggiante, alle donne piace giocare, rilassarsi, godersi quello per cui avranno meno tempo, l’amicizia.

E a celebrare questo saldo rapporto, una nuova tendenza, il giuramento di segretezza, ideato negli States, che prevede il segreto riguardo tutto quello che avviene durante la serata. Così, per assicurarsi con un vero e proprio documento reperibile sul web. Per iniziare.

A seconda dei gusti e attraverso vere e proprie agenzie specializzate, l’ape regina (la sposa) potrà godersi una serata o un intero week end con le amiche più intime.
Shopping therapy o percorsi in un centro benessere, serata in un locale succube degli scherzi più ironici o ancora feste a tema: ogni cosa può diventare un motivo per alzare i calici e brindare con le amiche di sempre, quelle che le saranno accanto nel giorno più bello e per il resto della vita.

Addio al celibato

I maschietti hanno una sola idea di addio al celibato: spogliarello, spogliarello, spogliarello. Lo aspettano, lo agognano, palesano le proprie intenzioni al testimone. E ad ogni modo lo spogliarello resterà immancabile.

Ma se ci fosse un modo per affiancarlo ad altre mirabolanti imprese tutte al maschile? C’è, lo hanno già inventato, e si chiama Stag Party. Una vera e propria vacanza all’insegna della trasgressione, con il leit motiv “la mia vita finirà domani” a farne da pilastro. O, ancora, su questa scia, il Partyslava, un soggiorno nella terra dei balocchi, appunto Bratislava, in cui scorazzare con gli amici e cogliere tutte le opportunità che quella terra può dare.

Per i più avventurosi invece, via con war game, rafting, mongolfiera e deltaplano, senza trascurare i go kart o un giro in pista per gli amanti della velocità.
Insomma, la parola d’ordine per i maschietti, resta “avventura“.

Dunque, futuri sposi, scegliete la maniera che più vi si addice per festeggiare e ricordate il più importante comandamento: tutto quello che accade durante l’addio al nubilato o celibato, dovrà rimanere segreto.

Scoperta l’area del cervello che dopo una sbornia dice ‘mai più’

Lo scenario del post-sbornia è un classico. Forte mal di testa, nausea e la solenne promessa di non toccare mai più una bevanda alcolica. O almeno fino a quando non ci si ristabilisce completamente e si passa un’altra serata in compagnia dei propri amici, quando le esperienze passate diventano solo un vago ricordo (nel migliore dei casi). Tutto si ripete poi in un ciclo di giuramenti, promesse e preghiere, che in fin dei conti non vengono mai mantenute. Ora sappiamo però anche chi è il responsabile di quel senso di colpa, che porta il nostro cervello a rifiutare nei momenti successivi alla sbronza, qualsiasi tipo di bevanda alcolica.

I neuroscienziati dell’University of Utah hanno infatti scoperto che la zona responsabile di questa particolare reazione è proprio la habenula laterale, la quale aiuta ad associare i postumi di una sbornia con il desiderio di non bere più. “Nelle persone l’escalation del consumo è ciò che, alla fine, separa il bevitore sociale dall’alcolizzato”, ha spiegato sul Daily Mail il neurobiologo Sharif Taha.

La ricerca, pubblicata online su Plos One, ha dimostrato che questa area del cervello è attivata dalle brutte esperienze e che i risultati suggeriscono che, senza quella particolare zona del cervello “accesa”, si finisce per bere di più, perché non si impara a evitare i problemi che nascono e si manifestano nel dopo sbornia.

L’obiettivo dello studio è però molto più mirato di quello che potrebbe sembrare. Infatti la speranza è quella di riuscire a trattare in maniera più efficiente il problema dell’alcolismo e quindi tutto quello che ne comporta.

L’habenula laterale non sarebbe però responsabile solo di questo tipo di comportamento ai postumi della sbronza. Questa piccola area del cervello influenza numerose decisioni e a essa sarebbero legate anche la depressione e i comportamenti antisociali.

Pausa sigaretta a lavoro, in Danimarca si paga

Si prospettano tempi difficili per i fumatori danesi incalliti, nei confronti dei quali c’è sempre meno tolleranza da parte di aziende, uffici e spazi aperti. Su esempio delle imprese tedesche che hanno severamente vietato la pausa fumo, anche in Danimarca sempre più aziende stanno infatti pensando di far pagare ai tabagisti le pause sul lavoro perse per dedicarsi al loro vizio. La classica pausa sigaretta, con cui molti lavoratori tentano quasi di giustificare le assenze prolungate dalle proprie postazioni, dovrà quindi essere rimborsata alla propria azienda.

Secondo la stampa danese da qualche mese l’azienda per le telecomunicazioni TDC ha deciso di far pagare ai lavoratori il tempo perso a fumare. “Non c’è dubbio che le persone siano più consapevoli del tempo che i fumatori passano a fumare e che siano sempre meno tolleranti delle pause che tali persone si concedono sul lavoro” ha detto Rikke Borum, responsabile dell’indagine compiuta per l’organizzazione Dansk Erhverv. Inoltre, secondo lo stesso sondaggio effettuato sulla popolazione, oltre la metà dei danesi ritiene che l’orario di lavoro non debba assolutamente comprendere anche la ‘pausa-sigaretta’.

Anche Henrik Byager, esperto di costume si è mostrato d’accordo con la maggior parte degli intervistati, affermando che recentemente è emersa una mentalità decisamente poco caritatevole nei confronti di chi non riesce a smettere. Non vi è più la tolleranza che esisteva prima all’interno degli ambienti lavorativi e molti si sono dimostrati d’accordo con le nuove direttive dell’azienda TDC. “Presto – ha aggiunto Byager – spariranno anche gli amichevoli tunnel per fumatori posti all’entrata delle aziende e uffici, non c’è più tolleranza nei loro confronti.

Una chiara presa di posizione, che si sta attuando concretamente in tutto il paese. Lo dimostra la decisione delle ferrovie danesi di eliminare il fumo sulle vecchie piattaforme tra una carrozza e l’altra. Le Ferrovie nazionali DSB hanno fatto sapere che a partire da domani non sarà più consentito accendere una sola sigaretta, lì dove prima c’erano gruppi di fumatori.

E il pubblico come ha reagito? Mentre tra i clienti dei treni il 70% dei non fumatori avrebbe voluto il bando completo del fumo nelle zone speciali riservate agli amanti della sigaretta, i fumatori non si sono mostrati poi così ostili alla richiesta.