mercoledì, 29 Aprile 2026

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Come sopravvivere al gruppo “Famiglia” su Whatsapp

Whatsapp 2.0: gioie e dolori di adolescenti incalliti, giovani-adulti interconnessi con il mondo intero e, ebbene sì, 50enni che, all’alba del mezzo secolo d’età, si mischiano con la giovane folla di smanettoni tecnologici per dire “Sì, ci siamo anche noi”.

E lo sappiamo, non sempre va tutto a buon fine. Soprattutto se da “Ho scaricato Whatsapp per rimanere più facilmente in contatto con i colleghi e il mio capo, così da organizzarci meglio per i turni a lavoro” si passa a mega gruppi non meglio identificati, composti da 20/30 utenti in preda al panico di emoji, messaggi vocali e notifiche che “Ma hanno suonato al citofono?”, e invece è la suoneria del tuo Whatsapp.

Ecco cosa avviene, nella maggior parte dei casi, quando si creano i gruppi “Famiglia”.

Nomi improbabili

Dal classico “Family” al “Big Family”, passando per i più nostalgici “La bella famigliola” e quelli che, per marcare il territorio, usano il cognome simbolo della dinastia. E come dimenticare i gruppi “Tutti insieme” e “La nostra family”, con un perfetto mix italo-inglese?

Viva la tecnologia

Ma prima di arrivare al vero e proprio gruppo Whatsapp, il primo passo è spiegare COME si usi Whatsapp. “Allora mamma, così mandi un messaggio, così una foto, così invece una faccina, tutto chiaro?”. Mi sembra proprio di no, a vedere come cerca il cuoricino rosa tra le lettere russe.

Tempismo e connessioni

Ok, ha imparato a mandare messaggi. Ma papà proprio non capisce che prima deve attivare la connessione internet, o al massimo il Wi-Fi, ma questo è un passo troppo grande. E quindi cosa resta? Affidarsi ancora alle vecchie e care telefonate.

Screenshot come se piovesse

Vuoi salvare una foto? Vuoi mandare una foto? Vuoi fare una foto? Ecco, la risposta a tutto è lo screenshot.

Immagini pseudo-divertenti (ma che non fanno ridere nessuno)

Si trovano dovunque: su internet, su Facebook, girano sulla rete o direttamente su Whatsapp. E arrivano – purtroppo – fino a noi. Commenti, frecciatine, battute e barzellette (e giù a ridere da una città all’altra).

Da una stanza all’altra

Mai sottovalutare il potere di Whatsapp: può mettere in contatto parenti anche in varie stanze della stessa casa. E basta un “driin” per correre a vedere: “Ah, ma sei tu”.

Ma quanto ci metti?

Sul gruppo Whatsapp appare “Sto scrivendo…”, per 5 minuti. Chissà che sta scrivendo papà? E invece no, solo un “OK”. Magari anche in maiuscolo, perchè non ci vede molto.

Foto del profilo e stato personale

Non tutti hanno capito che la foto del profilo è proprio una foto del profilo. E quindi una foto di se stessi. No. Tutti con foto della Tour Eiffel, del cane della vicina, del tramonto in barca.
E gli stati? “Vivi e lascia vivere”, tra i più gettonati.

Buon compleanno

Ormai non si chiama neanche più per fare gli auguri di compleanno: basta mandare una di quelle foto con glitter e torta in primo piano per togliersi da ogni impiccio.

Foto e video delle vacanze

Un weekend in montagna? Una gita a Siena per il palio? Una settimana in vacanza al mare? Ecco, saremo aggiornati minuto per minuto con foto del paesaggio, del cibo al ristorante, dei fuochi d’artificio per la festa patronale e le solite, immancabili frecce tricolori. Ah, manca l’acquagym e il risveglio muscolare in spiaggia.

Futuro

Ma non possiamo negare che Whatsapp abbia davvero rivoluzionato le nostre vite. Soprattutto quando i nonni ci superano e ci spiegano come mandare una registrazione vocale a più contatti. Lì abbiamo toccato il fondo.

Dopo il viaggio, il selfie della vittoria (FOTO)

Un selfie di gruppo dai mille significati: gioia, speranza, rivincita, dolore per le perdite e la lunga traversata verso una terra promessa arida e intollerante. Sono questi i pensieri di tutti quei migranti che, una volta raggiunte le coste della salvezza, dopo il viaggio, decidono di immortalare il fatidico momento con una foto di gruppo, mostrando un timido sorriso, il mare sullo sfondo, cercando l’angolazione migliore per riprendere tutto il gruppo, stanco ma felice.

Si sa, perchè le foto da sempre hanno quel magico potere di immortalare i momenti, di racchiudere in un nano secondo il tempo e consegnarlo alla memoria, come il regalo più grande e prezioso che si potesse mai fare. E anche per questi profughi fotografare vuol dire ricordare: lasciare ufficialmente alle spalle un passato di guerra, morte, dolori e sangue, per sperare in un futuro migliore, soprattutto per i propri figli.

Non c’è solo l’Italia tra le mete più richieste, anzi. Dalla Turchia fino a Kos, Lesbo, Chios, Samos, tutti luoghi in cui ci andremmo volentieri, in estate, per una bella vacanza tra sole e mare. Ma che adesso, per i profughi, diventano luoghi di salvezza e rinascita.

Ecco i selfie più belli, ecco la gioia dei volti sofferenti.

Aurora Ramazzotti è stata lasciata

Credit: spettacoli.tiscali.it

Il presentimento di una rottura tra Aurora Ramazzotti e Edoardo Gori era già nell’aria, almeno secondo gli esperti di gossip del settimanale chi, e i fan della coppia.

Ora come ora, però, da una fonte molto vicina alla coppia, noi di Blog di Lifestyle abbiamo la conferma che i due si sono lasciati qualche tempo fa, più precisamente a fine luglio, dopo aver trascorso vacanze separate.
Perché? A quanto pare il milanese, studente del politecnico, Edoardo Gori si era proprio stufato della figlia di Michelle Hunziker e di Eros Ramazzotti, Aurora.
Che sia stato il suo cambio di rotta verso il futuro, tra il trasferimento a Londra e la partecipazione a X-Factor, a incrinare i rapporti?

Sarà, ma il ragazzo pare non aver sofferto molto per la rottura. O almeno, non ha sofferto da solo. Pochi giorni fa è infatti stato avvisato assieme a un’altra ragazza, bionda. Probabilmente si tratta di un’amica in comune dei due: Francesca Costa.

Ma Aurora come l’ha presa? Sa della nuova ragazza del suo (ormai) ex ragazzo?

Tatuaggi gratis per coprire le cicatrici della violenza sulle donne (FOTO)

Ci sono tatuaggi speciali, che decorano il corpo con i colori più belli, che ridanno speranza e gioia a chi è stato vittima di violenze e soprusi o a chi ha subito mastectomie e operazioni chirurgiche che lasciano segni indelebili su tutta la pelle. Lei chiama Flavia Carvalho, ed è di Curitiba, in Brasile: è una donna che tatua gratuitamente le donne che portano sul corpo i segni di violenze e operazioni mediche, trasformando le cicatrici in disegni colorati.

Il progetto sta spopolando: si chiama “A Pele da Flor” (La pelle dei fiori), ed è cominciato due anni fa, proprio quando una cliente di 31 anni si era recata nello studio della tartariche brasiliana per un tatuaggio che coprisse una lunga cicatrice sull’addome: un ragazzo l’aveva accoltellata in discoteca perché aveva rifiutato le sue avance. “Mi raccontò che si trovava in un nightclub, quando un uomo cominciò a importunarla. Lei lo respinse, e lui le diede una coltellata nella pancia. Quando vide il tatuaggio finito era davvero commossa. Mi impressionò molto”, commenta la tatuatrice. Perché non dar vita ad un progetto unico nel suo genere?

Flavia lavora gratis. “Svolgo il progetto da sola, dal momento che nessun altro tatuatore mi ha chiesto di partecipare. Il progetto ha preso avvio recentemente e non avevo idea che avrebbe ricevuto così tanta attenzione da parte dei media”, ha detto la donna. “È iniziato in modo molto spontaneo. I miei servizi sono al cento per cento volontari, e l’unico ‘costo’ che le donne devono pagare è scegliere un soggetto per i loro tatuaggi”.