martedì, 28 Aprile 2026

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Troppo poco sonno fa invecchiare

Occhiaie, pori dilatati, vuoti di memoria, goffaggine e irascibilità: sono solo alcune delle conseguenze negative a cui porta il troppo poco sonno. E lo sa bene Sarah Chalmers, moglie e mamma quarantaseienne, che da anni a questa parte dorme soltanto sei ore a notte, invece delle otto ore caldamente suggerite dagli specialisti. La Chalmers, riscontrati gli effetti devastanti che le due ore di sonno mancanti a notte hanno avuto sulla sua concentrazione, sulla sua pazienza, e persino sulla sua faccia, ha deciso di imbarcarsi come cavia in un esperimento specifico al London Sleep Centre.

È un po’ come continuare a guidare la macchina su una strada dissestata, un giorno dopo l’altro” dice il Dottor Irshaad Ebrahim, del London Sleep Centre in Harley Street. “La macchina si rovina sempre di più, così come il corpo si danneggia a mano a mano che lo si priva di sonno“. Lo studio ha avuto come focus principale quello di capire quali sono gli effetti che le moderne attitudini hanno su mente e corpo: sei ore di sonno a notte sono infatti la media per la stragrande maggioranza della gente con una vita lavorativa, sociale e familiare. Eppure, si tratta di una privazione molto pericolosa.

Per la sua prima notte, Sarah Chalmers ha dovuto dormire soltanto per quattro ore, dalle due alle sei, come a riprodurre una serata in cui si fosse fatto tardi e il giorno dopo dovesse andare al lavoro: sebbene non si sentisse tanto stanca quanto aveva pensato, col passar del tempo nel corso della giornata, non riusciva più a tenere il filo delle conversazioni, nonostante tutto sommato continuasse a “funzionare”. Per il Dottor Meadows “Si tratta di una reazione tipica che il corpo ha in queste condizioni estreme: l’organismo diventa come euforico e resta multi-tasking nella risoluzione dei problemi“.

La pelle della donna, però, non è stata altrettanto fortunata: dopo lo scanning, si è riscontrato un aumento nella produzione di cortisolo e, dunque, di sebo, che ha portato la pelle ad arrossarsi e i pori a ingrossarsi.
Nella seconda parte dello studio, Sarah ha continuato a dormire sei ore a notte per cinque giorni, dalle 11 di sera alle 5 del mattino: dopo soli due giorni, la donna era stanca, assonnata, distratta ed emotivamente instabile, perennemente affamata e in cerca di snack con cui tirarsi su. E la pelle ancora peggio: i pori sono risultati dilatati il doppio e gli arrossamenti sono aumentati del 50%. Se avesse continuato a dormire in questo modo, le hanno poi detto i dermatologi, avrebbe persino rischiato di rompere dei capillari.

A lui piace di giorno, a lei di notte (LADY A)

Sono naturalmente destinati a stare insieme, ad unirsi, riprodursi e bla bla bla, ma nessuna di noi, come nessuno di loro, si spiega ancora il perché. Rappresentano gli esatti opposti: il diavolo e l’acqua santa, la dieta e la Nutella, il pantaloni bianchi e il ciclo mestruale, David Gandy e quelli che di solito ci provano con me, il sole e la luna. E proprio su quest’ultima dicotomia astrale, è basata la ricerca di Lovehoney, sex toys brand, che ha affermato che a lui piace farlo di giorno, mentre a lei piace farlo di notte. Non il burraco, l’amore.

Esatto, ben 15 h di differenza tra le voglie di lei e quelle di lui. E a dirla tutta a me sembra coerente con il modus vivendi quotidiano della coppia. Perché insomma, alle donne piace parlare, agli uomini piace stare zitti. Gli uomini sbagliano sempre, le donne non sbagliano mai. Gli uomini vogliono il salato, le donne si suiciderebbero con un’indigestione da Pan di Stelle. Lui sbava davanti a una quarta coppa B, lei no, davanti a dei pettorali tonici e definiti, lei è intelligente. Lui vuole farlo di giorno, lei vuole farlo di notte. Non sia mai ci fosse qualcosa su cui possano andare d’accordo.

Così le donzelle pare si sentano più vivaci tra le 23.00 e le 02.00, mentre la maggior parte degli uomini preferisce il sesso di mattina, tra le 06.00 e le 09.00. E la ricerca è anche riuscita a individuare gli orari specifici, con una precisione femminea: le 07.54 per i maschietti, le 23.21 per noialtre. Tuttavia, nonostante i picchi di desiderio siano questi, la specie continua a divertirsi o riprodursi, in maniera spensierata e abituale. Di mattina, a pranzo, a cena, a Capodanno e alla festa del Ringraziamento. Ma, sono convinta, che dopo aver letto questo articolo, la maggior parte di noi, sfilettatrici di organi penduli (in senso figurato), costringerà la metà maschile della coppia a farlo “quando decido io perché altrimenti non la vedi fino al prossimo moto millenario“.

Così mi pare chiaro, d’accordo mai. Ma quando si incontrano è l’eclissi. Quando si sovrappongono diventano “NOI”.

Se i social network fossero persone, sarebbero così (VIDEO)

Assomigliano a noi più di quanto noi somigliamo ai nostri stessi profili su di loro, i social network. E a notarlo e trasformarlo in un simpaticissimo video, è stata la blogger Emma Blackery, che ha conquistato followers e risate grazie alle idee oltre che alle sue doti recitative. Così la blogger nei panni di Instagram fissa il piatto di spaghetti che ha davanti per fotografarlo. Nei panni di Snapchat, sparisce dopo pochi secondi cronometrati rigorosamente all’orologio.
Nei panni di Twitter invita chi ha di fronte a seguirla. E in quelli di Facebook? Regala apprezzamenti e mostra foto e articoli a caso.

E la Blackery non si dimentica neanche di Tumblr e di Google Plus, in una trasposizione più sofferente e frustrata. Un inglese semplice e la mimica facciale della blogger, rendono questo simpatico video al confine tra social network e realtà, di facile fruizione da parte di tutti. Un’acuta e veritiera riflessione è celata sotto i toni simpatici e originali del video, che resta un’idea assolutamente da premiare.

E tu, se fossi un social network, quale saresti?

Il posto più strano in cui ho fatto l’amore (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: blog.pianetadonna.it

Consiglio a tutti i moralisti di chiudere questo post e andare nella sezione affianco.
Si parla di food e quello fa trovare tutti più o meno d’accordo. Io ad esempio odio il Sushi e amo l’amore sopra ogni cosa. Sul divano, sul tavolo, sul letto, su un ponte, sopra ogni paura. E qui ogni senso morale crolla perché quelli tentano di dare una spiegazione a tutto: il per sempre esiste?
Se lo chiedete ad un moralista lo sa. Non chiedetelo a me, però, perché amo essere sincera.

Ho sempre ritenuto la lealtà un pregio.
Anche quella scomoda. Anche quella che fa male. La sincerità come stile di vita di fronte ai dubbi, ai tormenti, alle passioni, ai problemi e ai tradimenti. Tu sii sincera e sarai ripagata, sempre. E così sono andata avanti fino a ieri facendo una selezione naturale che si limitava a giudicare le persone in base ad un unico concetto: onesti e sleali. Dalla mia parte e contro di me. Finché la troppa sincerità, che sembra giungere quasi inopportuna, non mi ha spiazzata. Come quando ti chiedono: “Qual è il posto più strano in cui hai fatto l’amore?” e dall’altra parte c’è la persona su cui vorresti fare colpo e temi di parere, esattamente così, inopportuna ai suoi occhi. Lui che, comunque, poteva risparmiarsi la domanda.

Ed è questo il punto.
Non è una propaganda illecita verso le menzogne la mia. Ma una chiara esortazione verso tutto quello cui non riusciamo a risparmiarci. Un sorriso, una parola, un bacio, una promessa, i pensieri che corrono veloci e la lealtà che li ferma. E di certo i moralisti non sarebbero dalla mia parte oggi, ma il posto più strano in cui ho fatto l’amore sono i tuoi occhi. E del resto, loro non c’erano e per me è giusto così.