lunedì, 27 Aprile 2026

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Caro Derek Sheperd, sei tu l’uomo che vorremmo (FOTO)

Quando l’abbiamo conosciuto era solo un uomo in un bar: camicia rossa, sguardo affascinante, sicurezza e chioma foltissima. E noi eravamo solo inermi telespettatrici vittime dei suoi occhi. Poi, puntata dopo puntata, Derek Sheperd è diventato tanto tanto altro. È diventato McDreamy, il dottor Stranamore di cui ci siamo follemente innamorate. L’abbiamo odiato quando ha scelto Addison, rinunciando alla sua felicità in nome di una promessa. L’abbiamo amato quando l’amore ha vinto sulla sua lealtà, perché per undici stagioni lui è stato leale soprattutto all’amore. L’abbiamo sognato quando ha salvato, con prontezza e intuito, Meredith dall’acqua. Abbiamo pianto e tifato per lui dopo la sparatoria e il disastro aereo. Perché lui è sopravvissuto, ma noi non saremmo sopravvissute senza di lui. Noi, sue fan accanite, crediamo di non poter sopravvivere oggi. Perché, insomma, Derek non lascia solo la serie. Derek lascia l’amore della vita, quello per cui ha lottato, quello che gli è costato enormi sacrifici. Derek lascia tutte noi, che in quell’amore abbiamo creduto dall’inizio alla fine. Lascia noi che quell’amore lo stiamo cercando, là fuori.

E sì, cara Shonda, stavolta ci hai fatte davvero arrabbiare. Perché noi non lo immaginiamo neanche un mondo senza Derek Sheperd. Perché lui è l’uomo perfetto, quello che tutte vorremmo. E certo, gli occhi azzurri e i capelli fantastici fanno il loro gioco, ma lui è quello che vorremmo per tanti altri motivi. È l’uomo che non vuole 48 h ininterrotte con la donna che ama, lui vuole tutta la vita. È l’uomo che rinuncia a lavorare per il Presidente perché “solo di te mi importa, il resto può attendere“. Lui è l’uomo per cui sei “ossigeno puro”. È l’uomo che insiste fino a quando non risolve le cose. Lui non scappa quando è confuso, cerca se stesso per non far danni. Lui è il marito che vorremmo, quello dei sacrifici, dell’amore incondizionato, delle tentazioni troncate.

L’atrocità della sua scomparsa è proprio in questo: con lui va via la speranza che almeno nei telefilm l’amore vinca su tutto. La speranza che la giustizia esista e, con lei, la felicità. La speranza che quando l’amore torna, nonostante sia pieno di alti e bassi, di discussioni, litigi e passi indietro, poi non andrà più via. Perché per promettere il vero amore basta un post-it, su cui è scritto a chiare lettere che non si scappa, che vi prenderete cura l’uno dell’altro anche quando sarete “vecchi, cadenti e puzzolenti”.

Tutte noi vorremmo essere amate come Derek ama Meredith.

Tutte noi lo ricorderemo per come ha amato. La sua donna, il suo lavoro, i suoi figli, l’insegnamento, le sfide. Grazie di cuore, Derek.

Anche Blake Lively ha la cellulite (FOTO)

Anche Blake Lively ha la cellulite (FOTO)

La bellissima Blake Lively, dopo la gravidanza, torna a far parlare di sè. In occasione del suo ritorno sul grande schermo – da venerdì 24 aprile, protagonista di Adaline, L’eterna giovinezza – è riuscita battere un record degno di nota: cambiare 14 abiti in meno di 48 ore. Modelli super griffati e sempre perfetti per le varie première di The Age of Adaline, in cui ripercorrerà quasi un secolo di storia nei panni di una giovane donna destinata a non invecchiare mai, in un film che rivive tutte le tappe più cool della moda, dai romantici anni ’20 ai magnifici ’70 e oltre.

“Ma è davvero umana?!”, si chiedono in molti. La sua bellezza è davvero fuori dal comune, e a tre mesi dalla gravidanza torna sul red carpet più bella e luminosa di quanto ci ricordassimo. Ma, sì, Blake Lively è davvero umana. Ce lo dimostra la sua cellulite, in bella vista durante uno degli incontri “Meet the Filmmaker” presso la sede di SoHo dell’Apple Store, Mercoledì sera (22 aprile).

Un vero e proprio “sollievo” per tutte quelle ragazze che continuano – giustamente! – a considerare Blake un modello di bellezza senza tempo. Ma come fa a rimanere sempre in forma? “Potrei mentire e dire che faccio qualcosa per mantenermi in forma – ha dichiarato – È ovvio che io abbia delle imperfezioni sul mio corpo, ma preferisco di gran lunga avere un po’ di cellulite e godermi dei viaggi gastronomici e assaggiare tutti i i gelati di ogni posto del Sud, piuttosto che stare a dieta ferrea”.

A far brillare non sono i gioielli, ma le attenzioni (LADY A)

È una roba da professionisti farci sentire uniche e belle. Non ci riescono mica tutti. E quando non ci riescono non durano poi così tanto. Perché noi donne siamo principesse dentro, abbiamo bisogno di sentirci desiderate e, peggio, abbiamo bisogno di sentirci il centro del mondo. Del suo mondo. Fuori dal letto e sotto le lenzuola. Perché, nonostante ci dia estremamente fastidio, siamo in tante ad avere le tette. E sono davvero davvero molte, quelle che hanno una o due taglie più della nostra. Così capiamo che è quello giusto, quando ci fa sentire come le uniche detentrici di tette sul pianeta. Nonostante la nostra sia solo una seconda coppa B.

E no, non crescono veramente, magari funzionasse così. Per quello serve un chirurgo, un pennarello e due belle protesi. Accade semplicemente che se i suoi occhi ci raccontano che siamo perfette, finisce che ci crediamo, prima o poi. Accade che se è fiero di averci accanto, allora cammineremo fiere al suo fianco. Perché il suo compito più faticoso, ma anche il più spontaneo, è proprio questo: trattarci come se fossimo insostituibili. Ed esserlo davvero. È questo il motivo per cui farei un grande falò con quelli che finiscono le frasi al posto nostro, con quelli che girano il collo tipo esorcista per controllare i glutei delle ragazze nel loro raggio visivo, con quelli che si portano dietro la timida fidanzatina che neanche Paris Hilton con il suo chihuahua. Siamo la vostra scelta e dalle vostre scelte si comprende chi siete. Siamo le donne che avrete accanto, quelle a cui somiglieranno i vostri figli, quelle che troverete la sera a letto, quando rientrerete a casa. Non siamo quelle mute e timidine, perché insomma, la psicopatia è una prerogativa del nostro sesso e, a meno che non siate voi il problema, noi urliamo, ci infuriamo, amiamo come nessuno potrà mai.

Una donna corteggiata ogni giorno, con gli occhi, con le parole, con le attenzioni, brilla. E non occorrono diamanti, non occorrono paillettes. Le basterà un sorriso. E il merito di quel sorriso sarà tuo. Tutte sappiamo fare l’amore, tutte sappiamo far star bene un uomo. Ma è quando quel tutte diventa “solo tu” che, forse forse, è amore.

È il fatto di farmi sentire unica che rende unico anche te.

Il miglior piano nella vita è non avere piani

Da grande voglio fare il dottore“, diciamo da piccoli. E magari poi ci iscriviamo a Giurisprudenza. O magari non cresciamo affatto. Ci prepariamo a vivere il nostro piano A, ma poi ci rendiamo conto che, con tutto quello che la vita ci riserva, non ci basta l’intero alfabeto. Perché la vita i piani li stravolge o, a volte, decidi tu di stravolgerti la vita. E sì, volevi andare via lontano, il prima possibile, ma poi ti sei innamorata e non vorresti essere in nessun altro posto che non sia dove sei. Quindi, che senso ha farsi dei piani? Restare nelle righe perché “questo serve, quest’altro invece no”? Come si può sapere quali saranno i nostri sogni durante tutto l’arco della vita? No perché io ieri ero a dieta, ma adesso mangio cioccolata. E il mio ex volevo sposarlo, ma adesso mi innamoro ogni giorno del mio fidanzato.

Ho risposto così alle mie domande. Sono arrivata così alla conclusione che il piano migliore è non avere piani. Perché non averne ha un sacco di benefici. Per esempio? Beh, non avere piani ti permette di inseguire i tuoi sogni. E sì, il tuo sogno potrebbe essere quel piano A di cui tanto abbiamo parlato, ma in questo caso sarebbe colmo di aspettative. Quelle cose pesanti come me dopo il cenone di Capodanno. Quelle che comandano e rendono ogni errore frustrante all’ennesima potenza. E poi? Beh, non avere piani ti dona entusiasmo: di scoprire tutte le occasioni che la vita ha da offrirti e di sceglierne non per forza una. Ti dona l’entusiasmo per scoprire ogni giorno cosa sai fare, chi sei e cosa vuoi. Ti dà la forza per comprendere che non siamo robot, ma siamo umani, che per rendere devono essere felici. E ancora, senza piani capirai che la sicurezza non rende sereni, ma solo sicuri. Che la vita non finisce al primo e unico fallimento, ma può tornare bella con il potere della volontà e della fiducia in se stessi.

Non rinchiudiamoci in una gabbia scelta troppo presto. Perché quella gabbia resta piccola mentre noi cresciamo. Mentre cambiamo, impariamo, sbagliamo, speriamo. Sbagliare è vita, sbagliare è fare qualcosa. Ed è mille volte più bello che restare lì fermi a guardare.