lunedì, 13 Aprile 2026

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Maria De Filippi condurrà il Festival di Sanremo gratis

Maria de Filippi
Maria de Filippi

Un duetto possente che regalerà certamente al Festival di Sanremo edizione 2017 uno scossone non di poco conto. Carlo Conti si sa, è un conduttore televisivo alquanto caro al pubblico Italiano, e niente da dire su Maria De Filippi, la signora che oramai da tempo invade gli schermi televisivi di Canale 5. Ma quest’anno non si tratta di un contratto milionario poiché Maria De Filippi prenderà parte al Festival di Sanremo senza ricevere alcun tipo di ricompensa, partecipando a titolo gratuito.

Questo se non altro è quello che ha affermato ufficialmente Carlo Conti. Dunque la De Filippi ci sarà perché è un’esperienza a cui ambiva da molto tempo. Scelta quella della De Filippi presa soltanto dopo averne prima discusso con il consorte Maurizio Costanzo e poi con Pier Silvio Berlusconi, ottenendo da ambedue la piena approvazione.
La conduttrice, nonché sovrana di Canale 5, all’intervista sulla sua presenza al Festiva di Sanremo ha dichiarato di aver accettato l’invito all’evento poiché confida in Carlo Conti ad occhi chiusi ed anche perché se il conduttore l’ha voluta così tenacemente al suo fianco, significa che sta pensando a un qualcosa di enormemente valido. Infine la De Filippi ha ringraziato pubblicamente Pier Silvio Berlusconi, affermando le seguenti parole:
‘Devo ringraziare molto due persone, mio marito che ha detto subito di lanciarmi senza riserve, e in particolare Pier Silvio Berlusconi, che mi conferma la totale libertà che vivo da anni nelle mie scelte’.
Queste invece le dichiarazioni del presentatore Carlo Conti:
‘Dopo tre stagioni consecutive di Sanremo quello che più pesa è cercare di stupire sempre. Dopo due anni alla ricerca di qualcosa che facesse colpo sul pubblico, questa volta volevo qualcosa di massimo effetto. Per questo già da giugno ho iniziato a tampinare Maria De Filippi per convincerla a partecipare, e sono felice che abbia accettato’.

Jobs: uno sguardo sul futuro dell’arredo

La colazione, la pausa pranzo, l’aperitivo con gli amici, la cena fuori sono momenti passeggeri, spesso veloci, troppo a volte, quasi spersonalizzati da quel vortice chiamato “vita quotidiana”.

Le nostre abitudini stanno cambiando velocemente, le tendenze si evolvono, vengono ribaltate senza darci il tempo di capire cosa sta succedendo, basti pensare all’avvento del brunch: quel pasto a metà tra colazione e pranzo molto di moda negli ultimi anni.

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La sfida che oggi si trova ad affrontare chi vuole modificare e in un certo senso rallentare questi momenti di vita quotidiana è molto complessa e richiede molta creatività, perché c’è bisogno di ridonare linfa vitale a queste brevi finestre temporali a nostra disposizione e non declassarli a meri momenti di interruzione tra una riunione e la successiva. Riuscire a rendere speciali questi momenti è l’obiettivo principale, creare qualcosa di unico e di particolare, cosicché ogni locale abbia la sua identità, vicina ai gusti e alle attinenze delle persone. Il bar di provincia non basta più, le persone chiedono nuovi servizi, vogliono vedere nuovi spazi e nuove idee, sentire che l’ambiente è parte di loro. La cura dell’immagine è fondamentale come la necessità di offrire qualcosa che colpisca l’attenzione in modo nuovo, innovativo. Le aziende in questo si stanno sforzando di anticipare i tempi, cercando di creare nuove idee d’arredo per i locali.

Tra tutte le aziende coinvolte in questo mercato, Orion (gruppo Clabo), azienda impegnata nella progettazione e nella creazione di vetrine refrigerate per bar pasticceria e ristorazione, sta aprendo la strada verso un nuovo approccio all’esposizione e all’arredo con la loro ultima creazione, Jobs (www.orionjobs.it/). Una vetrina di design poco ingombrante, altamente personalizzabile che lascia spazio alla creatività di chi progetta e di chi possiede il locale per essere sempre più vicino a chi pensa e a chi verrà colpito dall’arredo e dal concept. Una vetrina che non sembra esserlo tanto è essenziale, che lascia tutta la scena a ciò che viene esposto al suo interno. Talmente leggera che è possibile spostarla facilmente per cambiare l’immagine del locale in qualsiasi momento.

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Se desiderate qualche consiglio in quanto creatività e innovazione potete chiedere ai ragazzi di Pescaria, i quali la sanno lunga in materia: con un’idea semplice hanno esportato un tipo di cucina molto radicata al sud Italia, il panino col pesce.
Panini sì, ma gourmet.
La loro è una piccola realtà che nasce da Polignano a Mare (BA) e che da poco è approdata a Milano, in via Bonnet 5. Con la loro idea hanno donato un nuovo abito dal taglio raffinato e ricercato a questo piatto. Creando qualcosa che si localizza a metà tra un fast-food e un ristorante. Lo chef ha pensato a come creare il connubio perfetto tra pesce e altri prodotti gastronomici della realtà pugliese come l’unione tra gamberoni, stracciatella e pancetta croccante, tanto per farvi capire.

O l’innata capacità dell’ Hemingway Café di Jesi nel far diventare l’aperitivo un rito religioso, un momento di convivialità vera coadiuvato da eccezionali cocktails preparati con amore e passione, attraverso i quali, ad ogni sorso è possibile assaporare l’esperienza del barman che in quel momento diventa una sorta di confessore al quale ci si affida per soddisfare quella particolare necessità di assaporare qualcosa di diverso che sia in grado di rimuovere la pesantezza della giornata. Riuscendo a collegare questo con la cultura e l’arte offrendo ai suoi clienti delle esperienze che vanno oltre il semplice momento, arricchendoli.

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Lo stile di un locale e la sua atmosfera non possono prescindere dall’arredo e dagli strumenti del mestiere. Ora come ora non è scontato trovare sul mercato dei prodotti che soddisfino la domanda di funzionalità e stile fuori dall’ordinario. Jobs in questo senso è diverso, riesce ad unire queste caratteristiche creando un oggetto che si stacca nettamente da quanto visto fin ora. Riscrive le regole della refrigerazione e dell’esposizione per il food retail.
Colpisce l’occhio con la sua discrezione dando l’impressione di essere una teca che protegge gli alimenti come se fossero opere d’arte, non è una semplice vetrina è uno sguardo sul futuro dell’arredo.

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Credo sia questo l’approccio giusto: nuove idee che ci aiutino a ridefinire la qualità di tutti quei momenti passeggeri ai quali a volte non doniamo troppa attenzione presi dalle mille attività che ci coinvolgono ogni giorno.

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Arriva Zenta, il bracciale che monitora il benessere mentale (VIDEO)

credits photo: blogs-images.forbes.com/

Alle nuove tecnologie ci siamo quasi abituati e a volte non ci stupiamo neanche più. Dopo il bracciale che conta i passi che facciamo, quello che calcola le calorie che bruciamo, i fitness tracker che controllano la nostra attività fisica e la nostra salute e gli smartwatch diventati meglio delle agende e di una segretaria, cosa potrebbe esserci di nuovo? E invece ancora una volta la realtà supera la fantasia. Questa volta a meravigliarci ci pensa Zenta, il bracciale che controlla la nostra salute mentale.

Zenta, prodotto dalla startup londinese Vinaya, è il primo bracciale biometrico che monitora il corpo e la mente. L’azienda assicura che sarà un ottimo strumento per comprendere le emozioni di chi lo indosserà. Ansia, felicità, tristezza, allegria, rabbia saranno tutte controllate ed inserite nella memoria del dispositivo. Infatti il bracciale non si limita a segnalare lo stato d’animo del momento, ma verrà creato un vero profilo della persona che permetterà di comprendere i dati in maniera più precisa.Kate Unsworth, chief executive officer di Vinaya, ha dichiarato: “I nostri algoritmi creano un profilo della persona nel corso del tempo e la aiutano a comprendere cosa la stimola maggiormente nella vita quotidiana e cosa ha maggior impatto“.

Il tracker valuta gli stati d’animo basandosi su alcuni elementi fisici come, ad esempio, il battito cardiaco, il respiro, il livello di ossigeno nel sangue e l’attività fisica. Incrocia poi questi dati con quelli che derivano dallo smartphone. In questo modo aiuterà le persone a capire cosa le rende felici e cosa invece no. Inoltre, più si utilizzerà Zenta, più i dati raccolti saranno accurati e indicativi.

Zenta sarà in vendita da giugno e si può prenotare a 119 dollari. Il prezzo di listino invece è pari a 249 dollari. Il bracciale è compatibile sia con iOS che con Android. E a voi, piacerebbe averne uno?

Il bicchiere più grande porta a bere di più?

credits: www.theodysseyonline.com

A volte il contenitore è più importante del contenuto.
Da questa riflessione la Behaviour and Health Research Unit (Bhru), in Gran Bretagna, ha condotto un esperimento secondo il quale il bicchiere più grande fa bere di più le persone, anche se la quantità di liquido versata in un bicchiere più piccolo è la stessa.

La Bhru ha deciso di condurre questo esperimento con i bicchieri da vino di un locale di Cambridge, ed è stato condotto da un gruppo di scienziati. Con questo esperimento hanno dimostrato che i consumi sono aumentati di circa il 10%.

Ricerche precedenti avevano già indicato una correlazione tra dimensione dei contenitori e consumi, soprattutto per quanto riguarda i cibi e le bevande analcoliche, da qui la decisione della Bhru a voler condurre l’esperimento al The Pint Shop, utilizzando come bicchieri più grandi, quelli da vino.

credits: www.eholdingz.com
credits: www.eholdingz.com

Il locale è suddiviso in due aree, una bar e una ristorante; in entrambe viene venduto il vino in porzioni da 125 o 175 ml, servito in bicchieri standard da 300 ml. Per 16 settimane, ogni 15 giorni, i proprietari dell’esercizio hanno cambiato la taglia dei bicchieri alternando le dimensioni standard con una più grande e cioè 370 ml, e una più piccola e cioè 250 ml.

Gli scienziati hanno così calcolato un aumento nei consumi del 9,4% per chi ha usato un bicchiere più grande rispetto ai normali; in particolare l’incremento è stato del 14,4% nell’area bar, e del 8,2% nella zona ristorante.

Servono più ricerche per confermare il risultato ottenuto” premette Theresa Marteau, direttrice della Bhru, ma se l’effetto del bicchiere più grande venisse confermato anche da altri studi, la direttrice afferma:”si potrebbe pensare di autorizzare la vendita di alcol solo se l’esercizio commerciale utilizza bicchieri al di sotto di una certa taglia“.

Le ragioni dell’effetto, non sono molto chiare ancora. Una delle ipotesi potrebbe essere l’effetto ottico che il bicchiere più grande può dare ad una persona: la quantità di vino contenuta in un bicchiere più grande cambia la percezione della quantità di vino contenuta, portando il consumatore a bere più velocemente e a ordinarne ancora, quindi a bere di più.