martedì, 28 Aprile 2026

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Con il cuore in stand-by e le emozioni alterne (LA LOVE BLOGGER)

Credit photo: mirthassblog-mirtha.blogspot.com

Chiusura ermetica per il cuore ed emozioni ad intermittenza.
Dal mio viso non trapela nemmeno uno di quei sorrisi accennati, traditori di sensazioni tutt’altro che innocue. Né il mio corpo emana alcun tipo di segnale. Battito regolare. Farfalle nello stomaco morte. È primavera e non mi innamoro nemmeno del primo che passa. Inizio a preoccuparmi e nel frattempo paragono le mie emozioni alle luci che si usano per decorare gli alberi di Natale. Quelle che funzionano ad intervalli più o meno regolari, ognuna per i fatti suoi, finché non si rompono del tutto.

Se stai pensando che sembro avere l’umore di chi ha appena vinto alla lotteria, bhè, c’hai preso. Perché io mi sento felice esattamente così.
È solo che inizio a credere nel karma e in particolar modo nel fatto che, in un’altra vita, devo aver infranto talmente tanti di quei cuori che oggi ne sto pagando le conseguenze. Comunque volendo stilare una lista di presupposti validi affinché una di quelle lampadine si accenda, la buona notizia è che ce ne sono abbastanza: deve essere bello ma non troppo, intelligente più di me, simpatico ma non solo per se stesso, vivere lontano da me da non poterlo vedere tutti i giorni ma non troppo da non poterlo vedere mai, deve essere bravo a letto (con me, non con lui!), fedele, premuroso, single per davvero e altre 4/5 cose mitologiche. La cattiva notizia è che non esiste.

Ovviamente non sto qui a dire che sono io il problema.
Perché mi sa tanto di frase fatta da usare quando si intende lasciare qualcuno e non si trovano parole meno inflazionate per farlo. E poi perché il problema sei tu.
Fosse per me, ancora una volta, passerei più tempo a fare l’amore che a scriverne. Arrossirei in viso ben volentieri e ti donerei la più coinvolgente delle risate per una battuta che esce dalla tua bocca. E che mi fanno ridere davvero, mica è un cliché. Fosse per me saremmo già andati a cena. Avremmo poggiato i cellulari sul tavolo, tra le posate e l’acqua, per abitudine, ma poi non li avremmo guardati mai. Ci saremmo ritrovati a confidarci paure nascoste e a parlare di cose che avevamo creduto di aver dimenticato. Così avremmo aperto una bottiglia di vino, rosso come piace a me, anche se domani la sveglia sarebbe suonata presto. E poi avremmo fatto l’amore, sì.

La verità è che la cena te la racconto. I sorrisi sono costretti dietro ad un telefono. E i momenti in cui ti ho con me si alternano a momenti in cui devo dimenticare perfino che esisti. Per non parlare delle volte in cui ero io a voler fare l’amore.
E sei tu che, per ogni volta in cui non c’eri, mi hai insegnato ad accendere le mie emozioni quando sono io a volerlo e a sentirmi pronta. Io che oggi, se mi va, giro per casa quasi nuda e lo faccio solo per me.

Il tuo capo ti chiede l’amicizia su Facebook? Ecco cosa accade (VIDEO)

Potrà essere simpatico, cordiale, di bell’aspetto, colto e intelligente: tutte queste qualità saranno automaticamente annullate dalla parola “capo“. Sì perché simpatico, cordiale e tutto il resto, di solito, non lo è mai. Ma c’è un’altra cosa che non sarà mai: tuo amico. Con le dovute eccezioni, si intende. Perché la vita privata che si mischia con quella lavorativa, può diventare un vero incubo. E a volte, può essere anche qualcosa di molto peggio.

Così un giorno sei a pranzo a parlottare con la tua collega, quando una notifica rossa dà vita alle tue più profonde paure: una richiesta d’amicizia su Facebook da parte del capo. Panico, brividi, sguardi sospettosi e una crisi epilettica. Ed eccoti lì, davanti a un bivio: accettare la richiesta lasciando così che il tuo capo conosca qualsiasi tipo di informazione, anche poco consona, che posti sui social, o rifiutarla mantengo un muro altissimo e invalicabile tra la tua vita e quella del tuo boss. In tutto questo, hai anche paura di scoprire che tipo di persona ci sia dietro quella scrivania, perché sì, ancora non ti capaciti del fatto che ci sia un essere umano e non un cyborg costruito per distruggere i suoi dipendenti.

Elite Daily ci dà un velato consiglio, attraverso questo video.

Perché adoriamo gli uomini con la pancetta

Lo vogliamo dolce e poi scegliamo lo st***zo. Lo sogniamo uguale a Mariano Di Vaio e poi sbaviamo per la versione meno ricca e famosa di Bobo Vieri (e sia chiaro, non ai tempi d’oro). Siamo così noi donne: pensiamo il contrario di quello che diciamo, facciamo il contrario di quello che ci aspetteremmo da noi stesse. Ma il debole del gentil sesso per la pancetta maschile ha parecchie ragioni inconsce. Scopriamole insieme.

1. Non saremo mai in competizione con lui

Nessuna gara a chi dei due ha il fisico più bello. Non avversari, ma membri dello stesso team.

2. Stimola la nostra self confidence

Avere un uomo-pancetta accanto ci farà inevitabilmente sentire più belle e desiderate. Soprattutto se siamo fighe e bionde come le fitness blogger di Instagram.

3. È morbido

Più del cuscino del tuo divano in salotto. Più del materasso 100% aloe vera. Sarà lui il vostro giaciglio portatile, in caso di necessità.

4. Non avrete il terrore che possa tradirvi

Non condivido appieno. Insomma, anche noi ci siamo innamorate della sua pancetta. Ma sicuramente ci sentiremo più sicure che con il suddetto Mariano Di Vaio accanto.

5. Non soffrirà per le vostre “mancanze” anatomiche

Poche tette? Addome scheletrico? Glutei non pervenuti? Compenserà lui le vostre precarietà fisiche con il suo addome globo so in eccesso.

6. È autoironico

Non se la prende se gli dici che ha più tette di te o che ha le doppie punte. Insomma, somiglia quasi a un uomo.

7. Si gode la vita

Pizza, gelato, biscotti, patatine fritte. Sebbene a volte non riesca a controllarsi, somigliando a un elefante bulimico, non ci ossessionerà sicuramente con la conta delle calorie.

8. È profondo

In tutti i sensi. Sì perché il tempo che non utilizza per la sala fitness, lo adopera per astratte disquisizioni metafisiche. O per fare, mangiare e digerire un toast.

9. Mangerà il gelato con voi

Non ci costringerà a pasti erbivori come mucche. Al contrario, ci terrà aggiornate circa tutte le novità in fatto di food.

10. Non vi farà sentire sotto perenne prova costume

Come fa invece il personal trainer di Belèn.

L’orgasmo è l’apostrofo rosa tra te e la Nutella (LADY A)

Il 70% degli uomini non crede alla sua esistenza. Un altro 10% non ne ha mai visto uno, pur credendoci. Altri 10 su 100 sono consapevoli del fatto che spesso lo fingiamo, per farli contenti o per non dover sentire quell’imbarazzante “ti è piaciuto?”. L’ultimo 10%? Beh, ci sa proprio fare. Sì perché l’orgasmo femminile è complicato come noi donne, non poteva essere altrimenti. Non è pirotecnico e chiassoso come quello degli uomini, è più “cavolo ho visto un unicorno volare sull’arcobaleno“. Ma essendo pochi gli esperti in materia, le nostre metà barbute tendono a immaginarlo, a sognarlo, a idealizzarlo e a vantarsi per un decennio dopo averci regalato il primo orgasmo. Nick Guillory, Josh Berkowitz ed Henry Loevner, hanno provato a descrivere l’acmè del piacere femminile attraverso dei disegni. Tralasciando le doti grafiche, pari a quelle di un homo erectus nelle caverne col sangue di mammut, i tre giovani sono riusciti a renderci partecipi del fatto che non hanno capito niente.

Così, nonostante parta avvantaggiata, proverò io a descrivervi il nostro unico, meraviglioso, soddisfacente e spumeggiante happy ending. Dunque, vediamo, l’orgasmo è…

– come una vaschetta di gelato da kg dopo un mese di dieta.

– il tuo ragazzo che ti dice “andiamo a fare shopping, pago io”.

– un “ti trovo dimagrita” pronunciato da ogni persona che incontri.

– un “signorina, sono lieto di annunciarle che ha vinto 1.000.000.000 di euro”

– un messaggio di Nick Bateman che ti invita ad un party in piscina pieno zeppo di modelli canadesi.

– pane e mortadella.

– spegnere la sveglia e girarsi dall’altra parte.

– sapere che la ex del tuo ragazzo è brutta, antipatica e pelosa.

– un giro in moto in un pomeriggio estivo. Poi dipende dalla moto.

– un “sei bellissima” dopo una preparazione complessiva di 127 h.

– come mangiare senza ingrassare. Può farlo solo Gisele Bundchen, ma immagino sia fantastico.

– quando entri nella 40 di quei jeans che ami, e riesci anche a respirare.

– come quando riesci a far ridere chi ami. E anche gli altri. E ti senti figa.

– la madre del tuo ragazzo che pensa tu sia meravigliosa.

– un paio di Jimmy Choo. Ai tuoi piedi, nei tuoi sogni.

– poter dire stupidate pur essendo more. O rosse. Insomma, non bionde, ché la gente ha i pregiudizi.

– la Nutella, mangiata col cucchiaio, sul divano, davanti a Grey’s Anatomy.

– L’orgasmo sei tu, con me, nudo a letto fino a quando ci va.

L’orgasmo è tutto questo, insieme, in una manciata di secondi. Assicuratevi che la vostra donna non finga come quando voi fingete di ascoltarla quando parla. È facile.