lunedì, 13 Aprile 2026

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Taylor Swift, cosa è successo al suo lato B? (FOTO)

[Credits: Deejay.it]

Cosa è successo al lato B della cantante Taylor Swift? È questa la domanda che si è posto il noto sito di gossip americano Tmz.com, pensando alla “strana” evoluzione del corpo dell’artista. Dal web, infatti, è nato il grande dubbio amletico: come ha fatto il “posteriore” della bionda a trasformarsi da magrissimo e quasi inesistente a perfetto e “a mandolino”?

Taylor Swift si è presentata agli iHeartRadio music awards di Los Angeles indossando una tuta super aderente fatta di paillettes, targata Saint Laurent. E le sue nuove forme hanno fatto trapelare il gossip. Il magazine online, infatti, incuriosito dal fenomeno, ha voluto comparare due diverse foto della cantante a distanza di un anno: una di queste è dell’aprile 2016, l’altra di luglio 2015. Quello che ha scoperto non lascia più nessun dubbio.

Nella prima foto, quella di aprile 2016, il lato b della cantante è di gran lunga più formoso rispetto all’anno scorso. L’artista, infatti, sembra aver proprio cambiamento qualcosa.

Taylor Swift
[Credits: Deejay.it]

Ma qual è la verità? Quale sarebbe il segreto di bellezza di Taylor Swift? C’è chi dice la palestra e i tantissimi esercizi per tonificare il corpo. Ma tantissimi, più maliziosi, hanno pensato a qualche “intervento” chirurgico. Non tutti sanno, infatti, che al suo fidanzato, il dj Calvin Harris, piace moltissimo il lato B formoso e abbondante. Che Taylor Swift abbia voluto, come dire, accontentare i gusti e le richieste della sua dolce metà?

[Fonte: Deejay.it]

Messaggi di solidarietà per Bruxelles (FOTO)

Messaggi di solidarietà per Bruxelles
tpi.it

L’uomo è capace di atti terrificanti; lo abbiamo visto in questi giorni, ma se vogliamo allungare il raggio temporale lo abbiamo visto in questi anni. Il terrorismo ha dimostrato di essere un’arma capace di distruggere vite e menti in un colpo solo. Ma proprio in momenti come questi l’uomo è capace di atti di solidarietà e di unione incredibili. Subito dopo i due attentati che hanno colpito la capitale belga, i cittadini si sono recati nella piazza di fronte la Borsa di Bruxelles e hanno iniziato a scrivere frasi d’amore e di solidarietà per le vittime del terrorismo.

Messaggi di solidarietà per Bruxelles
Facebook.com

Le scritte erano di diverse lingue, francese, fiammingo ma anche in arabo. L’iniziativa è partita da un gruppo di ragazzi che ha iniziato a distribuire gessetti colorati per esprimere i sentimenti dei passanti. Proprio da qui è partito l’hashtag #prayforbruxelles per interagire con il mondo intero sui social e condividere il dolore ma sopratutto la voglia di non arrendersi alla paura.

Messaggi di solidarietà per Bruxelles
Facebook.com
Messaggi di solidarietà per Bruxelles
twitter.com

Anche varie Nazioni si sono mosse con messaggi di solidarietà verso Bruxelles e le sue vittime. A Parigi e in Italia i monumenti si sono tinti dei colori della bandiera belga.

Messaggi di solidarietà per Bruxelles
tpi.it
Messaggi di solidarietà per Bruxelles
tpi.it

Una foto che ha fatto il giro del mondo è quella di un bambino del campo profughi di Idomeni, in Grecia, che tiene tra le mani un cartello con su scritto “Mi dispiace per Bruxelles”.

Messaggi di solidarietà per Bruxelles
tpi.it

Ma voglio lasciarvi con una scritta che non ha bisogno di didascalie. Noi non dobbiamo farci spaventare, noi dobbiamo continuare le nostre vite e fare quello che abitualmente facciamo. Uscire, partire, fargli vedere che i loro metodi per piegarci in realtà ci rendono più forti. #prayforbruxelles #prayforworld

Messaggi di solidarietà per Bruxelles
tpi.it

Attentati Bruxelles, il racconto di una testimone sulla metro

Credits: Le Soir

Gli attentati di Bruxelles, all’aeroporto e in metropolitana, a pochi passi dalla sede del Parlamento Europeo, hanno colorato di nero, pianto, sangue e tristezza questa giornata. Il 22 marzo 2016 verrà ricordato come l’ennesimo tentativo da parte dei criminali, degli animali, dei combattenti, degli jihadisti di colpire l’Europa, l’Occidente.

Sara Risco, di Madrid, ha voluto rilasciare una testimonianza all’Ansa. Lavora a Bruxelles come traduttrice e, proprio in quel momento, durante le esplosioni, si trovava in uno dei posti colpiti in Belgio: la metropolitana.

“Alle 9:15, più o meno, abbiamo sentito una piccola esplosione. La gente era preoccupata, avevamo sentito cosa fosse già successo all’aeroporto, e la gente era stressata. Il treno si è fermato completamente, non come se fosse un problema tecnico: la gente parlava al telefono, forse con la loro famiglia, dicendo di aver sentito un’esplosione, ma era così poco forte che non si capiva se fosse un problema tecnico o no”, comincia a raccontare Sara. “La compagnia di trasporto ha detto, in un messaggio, di avere proprio un problema tecnico, un guasto. La gente era molto preoccupata. Abbiamo passato 15/20 minuti fermi, abbiamo chiuso le finestre, e in questo periodo gli impiegati della compagnia ci avevano detto di uscire attraverso una finestra, e noi quindi siamo usciti di lì, siamo usciti dalla stazione, ma non abbiamo visto niente, perché siamo andati via dall’altra parte. La compagnia però era molto organizzata, anche se noi non capivamo”, ha concluso.

Buon compleanno Twitter, ma c’è poco da festeggiare

credits photo: today.com

Buon compleanno a Twitter, che oggi compie 10 anni. Ma c’è poco da festeggiare per il sito di microblogging. Infatti, nonostante sia uno tra i social network più famosi del mondo, non riesce a trovare la formula giusta per raggiungere il successo del cugino Facebook. Insomma, tutti quei cinguettii non sono abbastanza.

E questo avviene sia dal punto di vista economico che da quello dell’attività degli utenti. Twitter, infatti, non riesce ancora a chiudere il bilancio in attivo e, ancor peggio, conta un numero elevatissimo di utenti che non vengono conquistati e che rimangono perciò inattivi per lunghi periodi di tempo. Non crescono di molto neanche le iscrizioni: tra ottobre e novembre sono rimaste ferme a 320 milioni, come nel trimestre precedente. Molti, inoltre, sono visitatori casuali, che osservano i tweet senza però registrarsi e, quindi, senza partecipare veramente.

Il confronto con gli altri social non tiene. Gli utenti di Twitter si assestano, appunto, intorno ai 320 milioni, di cui la maggior parte si trovano negli USA , mentre quelli di Facebook toccano un miliardo e mezzo e quelli di Youtube un miliardo. L’unico con cui Twitter riesce a combattere è Instagram, che invece si aggira intorno ai 400 milioni di utenti.

Ma quali sono i motivi che mettono Twitter in difficoltà? Sarà forse che non si tratta di un social network classico. Facilita la comunicazione da parte di attori, cantanti, band, politici e personaggi famosi in generale, che possono godere di una gran numero di fan pronti a seguirli. Basti pensare, ad esempio, che negli USA è uno degli strumenti più usati per fare campagna elettorale. Per gli altri utenti, invece, può risultare difficile farsi seguire: occorre essere attivi spesso, saper cogliere il momento e sfruttare bene gli hashtag oltre ad avere qualcosa di originale da dire in 140 caratteri e che, allo stesso momento, sia condiviso da molte persone.